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I QUADRI DI RIFERIMENTO - INTRODUZIONE
Un Servizio Nazionale di Valutazione necessita della definizione di un
quadro di riferimento per la valutazione in modo che tutti i soggetti
interessati possano avere chiara ed esplicita informazione su ciò che
viene rilevato e misurato. Ciò non risponde soltanto ad un’esigenza di
trasparenza, ma anche alla necessità di fornire un’adeguata
informazione sulle potenzialità e i limiti delle analisi proposte.
Inoltre la costruzione di un quadro di riferimento è un processo aperto e
in continua evoluzione che consente all’INVALSI di recepire le istanze
più interessanti e rilevanti provenienti dal mondo della Scuola e della
cultura in generale.
Il Quadro di Riferimento (QdR) per le prove di valutazione dell'INVALSI di
italiano e di matematica presenta le idee chiave che guidano la
progettazione delle prove, per quanto riguarda:
- gli ambiti della valutazione, cioè quali aspetti della matematica e
dell’italiano si valutano e la scelta degli argomenti oggetto della
valutazione,
- i modi della valutazione, ossia le caratteristiche degli strumenti di
valutazione e i criteri seguiti nella costruzione delle prove.
Il QdR è definito in base alle finalità generali dell’INVALSI che
riguardano la valutazione del sistema di istruzione, ossia una valutazione
dell’efficacia e dell’efficienza del sistema scolastico, globalmente
inteso, a livello nazionale e per singoli settori o singole istituzioni
scolastiche.
Gli autori
Per la redazione dei quadri di riferimento di italiano e matematica
l’INVALSI si è rivolto ad esperti nazionali ed internazionali
provenienti dalla Scuola e dall’Università che da anni si occupano di
ricerca generale e didattica negli ambiti oggetto di rilevazione.
A chi si rivolge
Il QdR serve in primo luogo alle persone incaricate di redigere i quesiti
e al gruppo di lavoro che deve comporre le prove (fascicoli): indica i
vari aspetti dell’apprendimento da valutare e stabilisce un equilibrio
tra le varie aree disciplinari. È quindi uno strumento di lavoro
fondamentale nella fase preparatoria di produzione dei questionari. La
predisposizione delle prove avviene sulla base di un processo che si
articola in diverse fasi che si realizzano in un arco temporale di circa
18 mesi. I momenti più salienti di questo processo sono:
- prima formulazione degli item riferiti a tutti gli ambiti e ai processi
definiti dai quadri di riferimento;
- analisi qualitativa degli item e costruzione delle prove (fascicoli);
- pre-test dei fascicoli;
- analisi statistica dei risultati del pre-test;
- ridefinizione dei fascicoli per la studio principale (rilevazione
generale).
Il rispetto dei passi suddetti consente di costruire delle prove che sono
in grado di fornire una valutazione dei risultati sull’intera scala
delle abilità degli allievi e non solo rispetto ad un prefissato livello
di sufficienza.
Il QdR può servire agli insegnanti per interpretare i risultati delle
prove INVALSI anche mediante il confronto tra le indicazioni nazionali e
per il curricolo, il curricolo effettivo e quello raggiunto. La
comparazione dei propri risultati con gli esiti complessivi (a livello
regionale e nazionale) delle prove può servire per individuare i punti di
forza e di debolezza del percorso effettivamente realizzato in classe e
delle metodologie scelte; può inoltre aiutare il coordinamento
all'interno delle singole istituzioni scolastiche.
Il QdR può essere adoperato dai responsabili del sistema (Ministero
dell'Istruzione, Università e Ricerca, Uffici Scolastici Regionali e
Provinciali, Dirigenti scolastici, docenti) come un insieme di indicazioni
per la lettura corretta dei risultati delle prove valutative nei diversi
segmenti scolastici esaminati e poter adottare opportune ed efficaci
strategie di intervento, ad esempio relativamente alla predisposizione di
piani di formazione in servizio dei docenti.
Il QdR, infine, può offrire alle famiglie informazioni utili per capire
il significato della valutazione come momento cruciale di verifica del
sistema scolastico.
Tutte queste osservazioni portano a riflettere sull’importante effetto
di ricaduta che il complesso delle prove INVALSI ha sull’intero sistema
scolastico e sulle sue scelte didattiche. È proprio in questo senso, come
si è detto, che una attenta analisi dei risultati delle prove
somministrate potrà contribuire a fornire una guida per il miglioramento
dell’insegnamento. Sarebbe al contrario un danno per l’insegnamento e
la Scuola se la prospettiva di queste prove dovesse tradursi nella
preoccupazione di addestrare gli allievi ad affrontare tipologie
valutative simili, limitandosi ad imitarne la forma nelle prove di
verifica svolte in classe nel corso dell’anno, senza invece curare la
effettiva crescita di quel retroterra cognitivo e culturale di cui le
Prove INVALSI dovrebbero, al contrario, rilevare e valutare l’esistenza,
per stimolarne poi lo sviluppo e la crescita.
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